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Erasmus+ a Barcellona

L’esperienza della nostra insegnante Claudia Norbis a Barcellona!

Dal 20 al 26 febbraio ho avuto la fortuna di partecipare ad un’iniziativa proposta dalla FIDAE (Federazione Istituti di Attività Educativa) in collaborazione con l’Unione Europea: il progetto di mobilità Erasmus+ in Spagna, presso “La Salle Campus Barcelona”. Questa proposta era rivolta a tutti i docenti della Scuola Primaria e Secondaria di I grado appartenenti alle scuole della Federazione che nel 2020 hanno aderito e che, per via della pandemia, sono stati in standby fino a quest’anno.

Il nostro gruppo era composto da 13 docenti, provenienti da diverse regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio) e relative realtà scolastiche: tutti accomunati dalla curiosità e dall’entusiasmo di conoscere e condividere.

Il progetto prevedeva la partecipazione ad una settimana di corso intensivo sulla tematica della formazione, l’innovazione e le buone pratiche nell’insegnamento della competenza chiave Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), tenuto da professori e ricercatori dell’università La Salle. Il corso era impostato secondo una modalità prevalentemente laboratoriale: dalle 9 alle 14, dopo una iniziale presentazione degli argomenti, eravamo chiamati a mettere in pratica quanto appreso teoricamente, “sporcandoci le mani” e addentrandoci nella tecnologia.

Lego Educational WeDo, Scratch, Micro Bit Educational, sono alcuni dei programmi che abbiamo approfondito nel corso della settimana, confrontandoci e scambiandoci idee, suggerimenti e opinioni. E proprio questo scambio è stato l’elemento centrale di questa esperienza: poter condividere l’apprendimento in un contesto diverso da quello quotidiano, in una lingua diversa dalla nostra, con persone diverse da quelle che frequentiamo, ci ha permesso di far fruttare al meglio l’opportunità che ci è stata offerta e di portare a casa un bagaglio più ricco.

 


Sono partita con grande entusiasmo perché mi aspettavo di vivere un periodo che, seppur breve, mi avrebbe permesso di “saperne di più” e di confrontarmi con colleghi geograficamente localizzati in aree differenti dalla mia. Sono tornata con un entusiasmo doppio, perché ho ricevuto non solo ciò che mi aspettavo, ma anche quella sana e mai prevedibile carica che, in quanto inattesa, dona sempre una profonda gratitudine.

Claudia Norbis

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